Taci, ascolta... sulle soglie del bar

non odo parole che tu dici umane

ma solo rutti e bestemmie

di sbronze colossali e sovrane...

ascolta... piove dalle bottiglie sparse,

piove nelle gole assetate e riarse,

piove Albana ad ogni ora della settimana,

piove Bardolino, sul far del mattino,

piove Barbera, sul calar della sera,

piove Barolo, col quale mi consolo,

piove Cagnina, nella bocca di Pralina,

piove Cannonau, sul mio cane quando fa bau,

piove Chardonnay, sulla testa di Trerè,

piove Chianti sulle aureole dei Santi,

e piove sui nostri volti silvani

e piove sulle nostre livide mani,

che i calici tengono alti, o Hermione!

 

Ascolta... il vino discende leggero come

un torrente dai tini stipati in cantina,

e riempie le gole con un crepitìo che

dura e varia nell'aria secondo le bocche

più rade o men rade... ed ogni tipo di vino

ha un suono, un suono diverso da ognuno,

strumenti diversi per ogni tipo di uomo

e di gusto... ed immersi noi siamo nello

spirito d'alcool, di vite arborea viventi,

ed il tuo volto ebbro è molle di vino

come una foglia, e le tue chiome auliscono

al vento come le chiare ginestre, o etilica

creatura terrestre, che di nome sei Hermione...

 

Ascolta di nuovo... il tinnar delle bottiglie

si fà più intenso, si fà sotto la pioggia

che cresce, mentre il gestore del bar,

il vino lui mesce, nell'umida cantina remota.

Più sordo e più fioco si allenta e si spegne...

soltanto un'astemio (che schifo) solitario

e vano, protesta... e si spegne. Di nuovo

risorge, protesta e di nuovo si spegne...

Ora si ode nei bicchieri scrosciare la pioggia

rubizza che monda, lo scroscio che varia

secondo la sete, più fonda o men fonda.

E inesorabilmente piove...

piove Lambrusco, su quel tuo modo brusco,

piove Pinot, sulla faccia di Mirò,

piove Prosecco, che se piove non è più secco,

piove Sangiovese ad ogni giorno del mese,

piove Tavernello, sulla faccia di tuo fratello,

piove Trebbiano, sui cuscini del divano,

piove Vernaccia, direttamente nella borraccia,

e piove infine Valpolicella sulla favola bella

che ieri c'illuse e che oggi c'inebria, o Hermione.